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Centro Alegria: un sostegno concreto all’inclusione sociale e alla tutela dei diritti dei minori con genitore detenuto di La Paz

In Bolivia una delle fasce più vulnerabili è rappresentata dai minori. Secondo dati riportati da UNICEF la violenza intra-familiare colpisce il 47% dei minori boliviani, 4 adolescenti su 10 sono vittime di abusi sessuali, il 14,8% delle ragazze fra i 14 e i 18 anni è incinta o già diventata madre (Encuesta de Demografia y Salud 2016), circa 1500 minori vivono per strada.

Le problematiche risultano particolarmente frequenti nelle famiglie con padre detenuto anche a causa dei seri problemi economici, sociali e relazionali che si verificano con la detenzione del familiare quando una parte significativa dei nuclei familiari si ritrova priva di reddito.

Le madri hanno difficoltà a trovare un lavoro adatto alle loro esigenze e spesso accettano lavori precari e poco o per nulla tutelati, facendosi carico non solo delle esigenze familiari ma in molti casi anche di quelle del familiare detenuto. Molto spesso anche i figli devono contribuire alla gestione familiare e spesso vengono coinvolti nell'attività lavorativa degli adulti, aspetto che incide sulla frequenza scolastica e sul diritto al gioco e al tempo libero.

In molti casi invece, i figli replicano i modelli e gli stili di vita che hanno interiorizzato durante la permanenza in carcere o dal genitore detenuto, avviandosi verso condotte devianti (abuso di alcol e sostanze) e criminali (furto, prostituzione). Molte di queste famiglie vivono in aree periferiche della città di La Paz ed El Alto, zone con bassissimi livelli di accesso a servizi primari quali istruzione e sanità, ma anche a beni necessari come acqua di qualità.

Allo stesso tempo anche i genitori detenuti versano in difficili condizioni in quanto il sistema carcerario continua a presentare notevoli inefficienze e criticità. Il sovraffollamento ha superato il 180% a livello nazionale, il 251% nel dipartimento di La Paz e in alcuni centri, come San Pedro di La Paz, supera il 500% (dati CIDH- Comisiòn Interamericana de Derechos Humanos, 2024).

Oltre al sovraffollamento le strutture carcerarie si caratterizzano per le gravi violazioni dei diritti dei detenuti in termini di igiene, sanità e benessere psicologico e per l'assenza di programmi terapeutici e riabilitativi istituzionali, salvo quelli forniti da organizzazioni della società civile.

Obiettivo del progetto:

Il progetto – realizzato in collaborazione con Associazione Laboratorio Solidale Odv e Associaciòn Taller Solidario - intende favorire l'inclusione sociale e il benessere dei minori con genitori detenuti del dipartimento di La Paz, attraverso interventi integrati di promozione delle risorse psicologiche, relazionali e socio-culturali necessarie per lo sviluppo personale e la piena cittadinanza.

Il progetto prevede azioni rivolte ai minori, alle famiglie, ai genitori detenuti, per agire a vari livelli e affrontare il problema secondo le dimensioni individuale, familiare e comunitaria.

Si prevedono, in particolare, le seguenti attività:

- Visite domiciliari

Le famiglie destinatarie sono identificate in collaborazione con l'area sociale e legale del carcere San Pedro e delle altre carceri del dipartimento con la segnalazione dei nuclei più vulnerabili. Vengono realizzate visite domiciliari a seconda delle necessità da un'operatrice assistente sociale, psicologa o educatrice. Si realizzano: sostegno psicologico, supporto pedagogico e sostegno allo studio, mediazione familiare con il genitore detenuto, orientamento per facilitare l'accesso ai servizi territoriali (salute, educativi, sociali), orientamento legale, e in casi di estrema difficoltà economica distribuzione di materiale scolastico e beni di prima necessità.

- Laboratori di prevenzione e promozione del benessere

Sono state evidenziate problematiche degli adolescenti figli di detenuti legate a comportamenti a rischio fra cui la salute riproduttiva, la violenza di genere e il consumo/abuso di alcool e sostanze. L'attività prevede l'organizzazione di incontri laboratoriali rivolti a 20 ragazze e ragazzi suddivisi in due gruppi omogenei per età (13-15 e 16-19 anni) con l’obiettivo di promuovere consapevolezza rispetto ai comportamenti a rischio e orientare ai servizi del territorio.

- Screening diagnostico e intervento

Gli operatori del centro rilevano che molti minori mostrano sintomi di difficoltà nell'apprendimento, problemi di letto-scrittura, ritardi nel linguaggio, disagio psico-affettivo, ansia. In collaborazione con il centro Multidisciplinario si è deciso di realizzare uno screening diagnostico su 20 bambini/e per individuare i bisogni specifici e le difficoltà di ognuno. Successivamente, sarà previsto un intervento mirato e individualizzato realizzato dagli operatori di Taller Solidario dopo specifica formazione, o tramite incontri regolari con i professionisti del centro (psicologa, logopedista, fisioterapista). L'intervento prevede anche il coinvolgimento delle famiglie e, se necessario, attività di sensibilizzazione e formazione con i docenti delle scuole dei minori coinvolti che sono ad oggi poco formati sui disturbi dello sviluppo infantile.

- Attività ricreative e culturali

L'attività prevede l'organizzazione di attività ricreative e culturali con cadenza mensile rivolte ai minori e alle famiglie. Tali attività, organizzate in collaborazione con enti pubblici e privati, prevedono la partecipazione a eventi culturali, attività sportive, gite nei parchi cittadini, visite ai musei.

- Sostegno alla genitorialità

L'attività prevede la realizzazione dei programmi "Escuela de padres" e “Sana Convivencia” rivolto a circa 150 padri detenuti del carcere San Pedro e 45 madri detenute delle carceri Obrajes e Miraflores. Gli incontri si realizzeranno da febbraio a novembre 2026 e affronteranno tematiche inerenti all'educazione, lo sviluppo infantile, le relazioni familiari, i diritti del bambino, la prevenzione della violenza intrafamiliare.

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Un giardino per la cultura del verde e del benessere

Esistono ormai diversi studi ed evidenze scientifiche che attestano come la frequentazione di spazi verdi e naturali favorisca un maggior benessere dell’individuo.

Spazi verdi appositamente progettati possono non solo aumentare il benessere, ma in caso di fragilità e malattia, contribuiscono attivamente al processo di cura. La progettazione e la valorizzazione del verde sappiamo avere una crescente importanza anche in termini di miglioramento ambientale e contrasto all’inquinamento.

In questo contesto si inserisce il progetto “Un giardino per la cultura del verde e del benessere” – cofinanziato da Fondazione ASM - da realizzare nell’area verde circostante la sede della Fondazione Sipec a Brescia. All’interno di un giardino terapeutico (healing garden), appositamente progettato e realizzato per promuovere e migliorare la salute e il benessere delle persone, si realizzeranno attività e laboratori di arte terapia destinati a persone fragili e in condizioni svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, sociali o famigliari.

Il giardino – che sarà dedicato a Luciano Silveri, nel decennale della sua scomparsa – sarà inaugurato a fine maggio 2026.

Le attività previste sono:

  1. Attivazione di un laboratorio di fotografia terapeutica a favore di adolescenti fragili e condotto da una fotografa professionista.

L’adolescenza è un tempo di trasformazione profonda: il corpo cambia, le emozioni si intensificano. Gli adolescenti vivono sentimenti complessi che faticano a tradurre in linguaggio verbale e che spesso si tramutano in disagio. L’espressività creativa rappresenta un canale privilegiato per comunicare il proprio mondo interiore, dare forma a ciò che è invisibile, raccontare ciò che non si riesce a dire. La fotografia terapeutica - in particolare - diventa uno strumento potente per esplorare se stessi con autenticità. Il laboratorio nasce per offrire uno spazio sicuro e creativo, dove la fotografia diventa un linguaggio, un ponte tra il dentro e il fuori, un’occasione per riflettere, condividere e crescere insieme.

  1. Realizzazione di un laboratorio di arte terapia per un gruppo misto di volontari, con la partecipazione anche di persone con disagio psichiatrico. Il laboratorio prende avvio da un progetto di composizione artistica con stampe solarizzate su carta termica. L’esperienza artistica che intreccia sensibilità personale ed esplorazione parte dalla scelta di particolari foglie nel giardino, curata dagli stessi partecipanti. Questo semplice gesto può essere vissuto su due piani distinti ma complementari: l’esperienza sensoriale e l’esperienza emotiva. Le foglie selezionate verranno poi utilizzate per realizzare solarizzazioni su carta termica, un processo che lascia emergere contorni, ombre e impronte uniche.

Verrà anche realizzato, a partire dai lavori eseguiti durante il laboratorio, un abaco vegetale delle piante presenti nel giardino.

  1. Realizzazione di un laboratorio di arte terapia per un gruppo misto di volontari, con la partecipazione di persone con disagio psichiatrico da realizzarsi all’interno del giardino. Il laboratorio guiderà i partecipanti alla creazione di alcuni “mandala” composti da materiali naturali come pietre e ghiaia.

La realizzazione dei mandala in graniglia colorata traduce il racconto in esperienza condivisa, collegando le diverse aree tematiche del giardino e trasformandole in luoghi abitati, attraversabili e significativi.

  1. Creazione - anche attraverso la realizzazione e la collocazione di specifiche strutture - di spazi e percorsi all’interno del giardino, funzionali alle attività laboratoriali, dove i partecipanti potranno sostare, confrontarsi, condividere idee ed emozioni e praticare le iniziative programmate.

La scelta dell’arte e della cultura come strumento terapeutico conduce l’individuo all’incontro con la propria potenzialità creativa. Le attività previste esprimono una “funzione vitale curativa” e divengono strumento di inclusione sociale. Il progetto, secondo le migliori prassi, unisce la terapeutica artistica all’ambientazione nel giardino, un ambiente utile al recupero dalla fragilità. Essa è anche occasione per promuovere la sostenibilità ambientale intesa come pilastro fondamentale per garantire la salute del nostro pianeta e il benessere delle generazioni future. Questo concetto, che trova radici in una consapevolezza crescente riguardo all’impatto delle attività umane sull’ambiente, invita a riflettere sulla necessità di adottare modelli di sviluppo capaci di bilanciare le esigenze economiche, sociali e ambientali.

Giardino per la cultura 1Giardino per la cultura 2Giardino per la cultura 3Giardino per la cultura 4

Inclusività e sostegno per un mondo senza barriere, Filippine

Il progetto si realizza - grazie al prezioso contributo di Fondazione Museke Onlus - nel villaggio/distretto di Calabnugan, nella municipalità di Sibulan, nell'isola del Negros Orientale, Filippine.

Il distretto di Calabnugan vive principalmente di agricoltura e di allevamento, la maggior parte delle famiglie vive in povertà e non riesce ad assicurare una corretta e positiva crescita dei propri figli. Molti soffrono di malnutrizione. La maggior parte degli abitanti vive di espedienti e non si trova nelle condizioni di poter accedere ai servizi sanitari di base e di sostenere economicamente il percorso scolastico dei figli.

In questo contesto nel 2010, dopo anni di lavoro e di collaborazione sinergica fra professionisti, volontari italiani e maestranze locali, nasce la Casa Famiglia “Isla ng Bata House”.  I responsabili, Francesco Izzo e Flora Aguit, fondatori dell’associazione Isla ng Bata – L’isola dei Bambini, per scelta, vivono in Casa Famiglia, a diretto contatto con le bambine, tutto il personale locale e i volontari, al fine di garantire uno svolgimento delle attività in linea con gli obiettivi prefissati e l’utilizzo corretto dei fondi.

La struttura è stata progettata per ospitare bambine di strada e/o affette da handicap psico-fisici in un ambiente caratterizzato da un elevato standard qualitativo, attualmente la Isla ng Bata House accoglie 26 bambine e 1 bambino di età comprese tra 1 mese e i 19 anni, provenienti da situazioni familiari gravemente compromesse, la maggior parte vittime di violenze domestiche.

Negli ultimi anni gli ingressi in casa famiglia sono aumentati e tra i nuovi arrivi ci sono Tisay e Gliou Mae, due bambine affette da gravi disabilità che, in assenza di supporto specifico, non sarebbero in grado di svolgere delle semplici e basiche azioni quotidiane. Gliou Mae è affetta da una grave forma di autismo, ha 15 anni ma ha gravissimi ritardi cognitivi e motori. Tisay è affetta da cecità e non avendo mai seguito percorsi specifici non riusciva, al momento dell’ingresso in casa famiglia, neppure a mangiare in autonomia.

Entrambe hanno sperimentato per qualche mese un percorso settimanale con una terapista occupazionale che ha permesso loro di fare enormi progressi. Purtroppo i costi di questa terapia sono molto alti, difficilmente sostenibili pensando ad un percorso strutturato e continuativo. Considerando, inoltre, gli effettivi miglioramenti evidenti in Tisay e Gliou Mae, i medici hanno consigliato di estendere la terapia occupazionale anche ad altre bambine della casa famiglia, che pur non presentando le medesime situazioni di gravità, hanno grandi difficoltà nell’apprendimento dovute a ritardi cognitivi diagnosticati.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • Assicurare cure specialistiche e supporto professionale alle bambine affette da gravi disabilità presenti in struttura che necessitano di una figura specifica a loro supporto.
  • Eliminare le barriere architettoniche presenti in struttura per facilitare gli spostamenti delle bambine con disabilità.

Le attività che verranno realizzate:

  • Predisposizione – in accordo con la terapista occupazionale – di un percorso ottimale e personalizzato di riabilitazione per le bambine che presentano disabilità.
  • Realizzazione di incontri settimanali di terapia per le  bambine.
  • Abbattimento delle barriere architettoniche presenti all’interno della struttura, in particolar modo realizzazione di una stradina con adeguati supporti in ingresso alla struttura laddove al momento sono presenti scale e il terreno è particolarmente dissestato.
  • Acquisto di attrezzature per la riabilitazione e la terapia tra cui un tandem e due carrelli rimorchio per biciclette con i quali, in una logica di inclusione, si trasporteranno le bambine con disabilità nelle gite e nei momenti di svago organizzate per tutte le ospiti della casa famiglia.

Wash nelle comunità rurali, Anapolis, Brasile

Gestione delle acque e servizi igienico-sanitari nelle comunità rurale di ex-schiavi (quilombolas).

Gli ottimi risultati ottenuti e le sinergie createsi nell’ambito del progetto Wash in School hanno incoraggiato Fondazione Sipec, Acque Bresciane, Instituto 4 Elementos e CeTAmb a proseguire nella collaborazione per garantire “acqua sicura” in Brasile. E’ stato quindi ideato, nel corso del 2024, un nuovo progetto finalizzato ad implementare buone pratiche WaSH in cinque comunità di Quilombos nello Stato di Goiás.

Municipio Nome della comunità quilombo Numero di abitazioni Distanza da Goiânia (Km)
São Luiz do Norte Porto Leucádio 10 246
Barro Alto Fazenda Santo Antônio da Laguna 18 249
Niquelândia Rafael Machado 18 377
Colinas do Sul José de Coleto 11 393
Silvânia Almeidas 42 83
    99  

Carmencita Tonelini, coordinatrice del progetto, con l’aiuto del professor Paulo Scalize dell'Università Federale di Goiás (UFG) e coordinatore del progetto SanRural (https://sanrural.ufg.br/municipios/), valuteranno i servizi WASH nelle comunità rurali sopra indicate. Verranno realizzate le seguenti attività:

Ambito “Acqua potabile”

  • Valutazione del rischio nel sistema idrico in 2 comunità rurali.
  • Monitoraggio delle qualità fisico-chimiche delle acque (torbidità, durezza, alcalinità, nitrati) nelle 5 comunità. L'acqua verrà raccolta prima e dopo il passaggio attraverso l'elemento filtrante.
  • Monitoraggio della qualità microbiologica (coliformi termotolleranti) delle acque nelle 5 comunità. Anche qui l'acqua verrà analizzata prima e dopo il passaggio attraverso l'elemento filtrante.
  • Distribuzione di 100 elementi filtranti in carbone e argento.
  • Istallazione di 100 sensori di riempimento continuo con galleggiante, per evitare che le famiglie si dimentichino di riempire il filtro e bevano acqua non filtrata.
  • Monitoraggio del corretto utilizzo del filtro, in 30 residenze, prima e dopo workshop.
  • Workshop su “acqua sicura”.

Ambito “Servizi igienico-sanitari”

  • Valutazione WaSH per il servizio di raccolta, trattamento e smaltimento delle acque reflue e rifiuti solidi.
  • Valutare la percezione delle famiglie sul corretto modo di lavarsi le mani e sulle abitudini igieniche, prima e dopo workshop.
  • Monitoraggio dei bacini di evapotraspirazione (BET) per valutarne l'efficienza nel trattamento delle acque reflue.
  • Workshop su igiene e sicurezza alimentare.
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Fondo Luciano Silveri - attività in corso

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